Comune di Villa Santina

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IL MOSAICO DI VILLA SANTINA

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mosaico

Il Mosaico di Piazza Italia, realizzato dalla Scuola dei Mosaicisti del Friuli di Spilimbergo (PN), è un tributo alla Carnia.
Nella parte alta vi sono, stilizzate, le montagne che elevano al cielo le loro cime, a desta si può notare la neve, compagna delle montagne carniche per molti mesi all’anno.

Scendendo verso il basso sul lato sinistro si possono riconoscere le trame dei tessuti del grande industriale carnico Jacopo Linussio, che già nel XVII secolo aveva messo in piedi un’industria che esportava “panni” in tutta Europa. Non dimentichiamo che proprio a Villa Santina, durante gli anni sessanta, è risorto in un apposito stabilimento, la Tessitura Carnica. Continuando la lettura del mosaico vi sono riferimenti all’epoca romana, pavimento con rosoni, che si possono vedere ancora oggi a Zuglio, l’antico Forum Julium Carnicum, e a Villa Santina sul Col di Zuca, chiusure a “X”, sempre di derivazione antica, realizzate in ferro battuto.
Altri sono segni che si rifanno ai tempi precedenti all’occupazione romana, quelli che ci vengono dalla Cultura dei Celti che sono i nostri antenati più lontani, abitatori di queste contrade.

Vi è un cuore sormontato dalla croce e da un triangolo e che ricorda la vicenda tipicamente carnica dei “cramars”, i viaggiatori che con la loro “crama” sulle spalle partivano dai nostri paesi per raggiungere i vari paesi d’Europa. Il loro cuore rimaneva in Carnia, con la loro famiglia, mentre nei loro lunghi viaggi, che duravano mesi e mesi (a volte finivano per stabilirsi definitivamente all’estero), li accompagnava solo la fede degli avi e la speranza di qualche guadagno in terre lontane.
Sulla parte desta del mosaico c’è una sorta di disco che colpisce lo sguardo, perché nella sua forma simbolica rappresenta il lavoro e soprattutto quello del legno.

Quando si taglia una pianta, resta sul terreno la superficie rotonda sulla quale si possono contare gli anni che essa ha messo per crescere. A Villa Santina le segherie e le industrie del legno sono state per lunghi anni le più singolari e caratteristiche della località.I segni e i colori che si succedono in armonia rappresentano i prati e i campi colti nelle varie stagioni dell’anno. Non mancano i muri e le malte delle case carniche (non quelle rifatte dopo il tremendo terremoto del 1976, bensì quelli in pietra, costruiti con i sassi pesanti), trascinati con fatica dagli uomini e donne.