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CENTRO VOLO NORD EST - RISTORANTE AL PRIVILEGIO TEL. 0039/347/4410731

aviosuperfice

LOCALITÁ: Salet Privilegio di Enemonzo (Udine)

LUNGHEZZA: 520 m. (totale 950 m.)

LARGHEZZA: 70 m. pista (totale 120 cm)

ALTITUDINE: 375 m. s.l.m.

COORDINATE: 46° 23° nord – 12° 53° EST

DIREZIONE: 09/27

CARATTERISTICHE

Collocazione geografica, clima ed ambiente:

Dopo Vipiteno e Bolzano è il campo di volo più a Nord d’Italia; situato nella Val Tagliamento, a 10 km. da Tolmezzo (c.a. 10.000 abitanti), 50 km. da Udine ( c.a. 100.000 abitanti), 56 km. da Tarvisio e a 15 km. dall’uscita dell’autostrada ad Amaro (chilometri in linea d’aria).
Il clima è tipicamente alpino, con assenza di nebbie e forti inversioni. Con molti giorni “fumanti” post frontali, ventoso e poco umido anche se piovoso, comunque nella media delle Alpi ( c.a. 100 gg. Annui e 1500 mm. di pioggia).

Dista 12 km. c.a. dalla stazione sciistica del Monte Zoncolan (1.740 m.), 22 km. dalla montagna più alta della Carnia il Monte Coglians (2.780 m.).

Posta in un territorio dotato di una notevole valenza ambientale per la presenza di boschi, pascoli, malghe, dal parco del Monte Coglians dalla particolare conformazione geologica e vicinissima al confine tra Italia e Austria.

OROGRAFIA

A Sud del campo di volo e della Val Tagliamento, vi è un’estesa ed elevata catena montuosa (Monte Verzegnis m. 1.970) e la catena pedemontana, che trattengono le correnti umide della pianura padana.

L’aviosuperficie dispone di un clima quasi continentale, privo di fenomeni tipici di inversione termica ed umidità della pianura padana.

L’orientamento Est-Ovest della valle, rende ottimale e duraturo l’irraggiamento solare dei pendii posti a poca distanza del campo; la distante collocazione dai centri abitati e la vicinanza al greto del fiume permettono di effettuare l’attività di volo senza eccessivo disturbo alla gente.

  • Chiuso il lunedì, martedì e mercoledì in inverno
  • Chiuso il martedì in estate

P.IVA 01913270300 C.F. 93008640307
E-mail aviosuperficie.enemonzo@agemont.it
c.c bancario n. 10450 Banca Credito Cooperativo della Carnia - Villa Santina (UD)  

LINK http://www.cvne.it 

PLUVIOMETRIA

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Dal disegno emerge la configurazione orografica della Regione attraverso la linea curva della pedemontana, che stacca la pianura dai rilievi, e la barriera delle montagne retrostanti (in particolare barriera dei Musi verso Nordest).
Le correnti calde ed umide provenienti dall’Adriatico incontrano tale sbarramento, si condensano e determinano una piovosità eccezionale (il valore massimo si registra nella zona dei Musi con 3323 mm. all’anno).
Viene così a determinarsi una delle situazioni di più intensa piovosità d’Europa.
Il fenomeno caratterizza in modo rilevante il rapporto tra idrografia e struttura geologica della Regione.

Il valore medio della zona dell’aviosuperficie è di circa 1500 mm. di precipitazioni, con circa 100 giornate piovose all’anno.

La posizione del campo (al di la della linea pedemontana che rappresenta una naturale barriera orografica e pluviometrica con 3300 mm. e 180 giorni piovosi all’anno individuata sul Monte Canin), è senz’altro favorevole al Volo. A Vela in particolare.

Ciò permette frequenti voli con direzione Nord (verso il campo di Lienz, km. 38), Nord-Est (verso il campo di Notsch, km. 60) e Nord-Ovest (Cortina d’Ampezzo, km. 58), con plafond elevati ed in zone ottimali per il volo a vela.

1973 .... 1579 mm .... 107 gg.
1983 .... 1395 mm ..... 98 gg.
1988 .... 1514 mm .... 106 gg.
1989 .... 1808 mm .... 100 gg.
1991 .... 1462 mm ..... 99 gg.
MEDIA... 1551 mm .... 102 gg.

VOLOVELISTICHE

Enemonzo si trova all’interno della zona IV individuata da Gioacchino v. Kalckreuth (zona che va dalla Val Sole fino alla bassa Corinzia), che nel 1977 nell’articolo “Le nuove mete del volo alpino” affermava: “omissis… Vediamo che la Zona Record a nord della catena principale, tra Sion e la Valle del Rodano, il Passo di Sommering, sviluppa una lunghezza di 650 km., mentre sul versante Sud, tra Trano in Valtellina ed il massiccio del Karolpe ( a Est Klagenfurt) si riduce a circa 370 km.

La larghezza totale rimane, invece, di 170 km., chiusa dalla linea in sorpassabile (per voli impegnativi con una media di oltre 90 km/h) che va posta tra i paesi di Gemona- Belluno- Trento e le pianure tedesche ed austriache, ecc.”
Ciò rappresenta certamente un parere autorevole ed attuale.

REGOLAMENTAZIONE DEL TRAFFICO

Circuito Standard

Premesso che la regolamentazione del traffico presso l’Aviosuperficie di Enemonzo è stata studiata copiando “fedelmente” quanto standardizzato nel testo di Guido Bergomi, “Il pilota di volo a vela” e dalle specifiche esigenze di traffico o di ostacoli, si illustrano di seguito le procedure di circuito STANDARD, rinviando all’allegata corografia con indicati vari circuiti, si fa presente, preliminarmente, che il decollo deve essere effettuato dalla testata pista 09 e che l’atterraggio deve essere effettuato CONTROVENTO:

Il settore di avvicinamento
(a nord per gli alianti – a sud per VDS e motore);

Punto d’ingresso:

  • campanile Enemonzo per alianti per 27;
  • campanile Quinis per alianti 09;
  • sopra il Tagliamento per VDS e Motore, allineati alla testata 27 e 09, per rispettivamente la 09 o la 27;

Il tratto sottovento:

  • a nord del campo a circa 500 m. di distanza e 250 m. di altezza per gli alianti;
  • a sud del campo a circa 250 m. di distanza e 150 m. di altezza per il VDS;
  • a sud del campo a circa 500 m. di distanza e 250 m. di altezza per il motore;

La virata base:

da iniziare quando l’ala interna traguarda a 45° il punto di appoggio;

Il tratto base:

  • perpendicolare alla pista a circa 150 m per alianti e volo motore;
  • perpendicolare alla pista a circa 100 m per VDS;

Virata finale:

  • mperativo effettuare virate coordinate (non solo piede)

Finale:

  • da circa 100 m per alianti a motore;
  • da circa 75 m per VDS;

Atterraggio:

  • sempre lunghi e liberare a destra. 

TECNICA DI PILOTAGGIO

La velocità di circuito

Salvo particolari indicazioni dettate dal manuale di volo, la velocità da mantenere in circuito normalmente deve essere almeno 1,5 volte la velocità di stallo. Questa velocità non dovrà mai diminuire finchè l’aliante non si trova a pochi metri dal terreno. Dovrà incede essere appropriatamente aumentata in caso di vento contrario o di forte turbolenza. I punti caratteristici del circuito

1) – IL SETTORE DI AVVICINAMENTO
- Durante il volo, il Pilota dovrà pianificare le proprie manovre in modo da trovarsi nel settore di avvicinamento a circa 250 – 300/ 100-120 (VDS) metri di altezza. Il Pilota dovrò porre molta attenzione sia visivamente che tramite l’ascolto delle comunicazioni radio, al traffico esistente nella zona e regolarsi di conseguenza.

2) – PUNTO D’INGRESSO
- L’ingresso standard avviene a 45° rispetto al tratto sottovento. Avvicinandosi a detto ingresso il Pilota effettuerà le manovre previste come:
Velocità-Trimaggio
Carrello (se retrattile) abbassato
Comunicazione radio

L’ingresso in circuito può avvenire sia direttamente con una virata di 45° oppure, facoltativamente, con uno o più giri di spirale, dipende dall’altezza in cui si trova e dal traffico adiacente. Il Pilota potrà anche se necessario, servirsi dei diruttori. In ogni caso le eventuali spirali andranno eseguite nello stesso senso del circuito.

3) - IL TRATTO SOTTOVENTO
- La distanza laterale della pista può essere indicata in circa 500/200 metri. L’altezza dovrà essere compresa tra i 150 e i 200/ 100-150 metri in corrispondenza del traverso della zona di atterraggio.

Durante il sottovento il Pilota terrà sempre sotto controllo la velocità, l’altezza ed il rateo di discesa, nonché il traffico aeroportuale. Terrà conto del vento onde correggere la deriva. 

Effettuerà i controlli cioè:

Velocità–corretta
Carrello–abbassato e bloccato-Diruttori-provati e retratti
Area di atterraggio–libera

4)– LA VIRATA BASE
-Questa virata è legata alle condizioni di altezza e di discesa in cui si trova l’aliante. Andrà anticipata se l’altezza è bassa o la discesa è superiore al normale e viceversa. In condizioni normali la virata base andrà iniziata quando l’aliante si trova a 45° dalla zona di atterraggio.

5) – TRATTO BASE
-È importante effettuare un tratto rettilineo prima di iniziare la virata finale. In relazione al vento si correggerà la deriva e si dovrà decidere il momento di iniziare la virata finale. Specialmente nel caso di vento al traverso, l’osservazione di come si comporta il velivolo in base, sarà molto utile per effettuare un corretto allineamento durante la virata finale. (Il Pilota effettuerà se richiesto l’ultima chiamata radio).

6) – VIRATA FINALE
- È la più difficile da eseguire correttamente. In essa si dovrà mantenere scrupolosamente la velocità prescritta. Dovrà essere eseguita in modo da trovarsi alla fine allineati con la pista ad una altezza compresa tra i 50 e 100 metri circa. Errore comune è quello di non tenere conto della deriva e terminare la virata non allineati. Ne risulta una virata spezzettata o un finale non in asse con la direzione di atterraggio con conseguenti correzioni all’ultimo momento. Errore assolutamente da evitare è quello di cercare di portare il velivolo al centro pista usando solo e prevalentemente il piede. Così facendo si otterrà una derapata assolutamente controproducente che potrebbe portare, in casi estremi, allo stallo per comandi incrociati. Bisognerà, durante la virata e non alla fine, accorgersi se occorre diminuire od accentuare il raggio della stessa onde raddrizzarsi in posizione allineata con l’asse pista.

Queste eventuali variazioni andranno eseguite in modo coordinato, cioè con la pallina al centro. Soprattutto nel caso di dover accentuare la virata, l’allievo dovrà convincersi che è molto più sicuro aumentare l’inclinazione (non i 45° naturalmente), con la pallina al centro, che non mantenere una piccola inclinazione e dare piede interno.7) – FINALE-Parametro fondamentale in questa fase è la velocità. Questa dovrà essere il più possibile costante, mantenuta tramite variazioni di assetto intervenendo sulla barra. Altro parametro importante è la pendenza della traiettoria di discesa. Sarà bene mantenere questa pendenza entro un valore medio, né troppo piatto, ma neppure troppo ripido. (Il suo mantenimento andrà regolato con l’uso dei diruttori, se la traiettoria si discosta notevolmente dal sentiero ideale, si dovrà estendere o retrarre completamente i diruttori per portarsi in modo rapido lungo il sentiero ideale). A traiettoria stabilizzata ed a velocità costante, il Pilota potrà valutare il cosiddetto PUNTO DI MIRA cioè il punto dove la traiettoria intersecherebbe il terreno. Questo punto dovrà distare dai 50 ai 100 metri circa dal punto in cui si vuole toccare terra, il quale a sua volta sarà distante dai 50 ai 100 metri dal punto di arresto.

Errori comuni in fase 7) sono:
- Non mantenere la velocità costante.
Questo significa avere due parametri variabili da giudicare e cioè altezza e velocità. Se invece mantiene la velocità costante, il Pilota avrà un solo parametro, e cioè l’altezza, da aggiustare tramite l’uso dei diruttori.

- Altro errore è quello di fare un uso troppo abbondante e convulso dei diruttori.
In questo caso la traiettoria varierà continuamente.
Invece i diruttori bisogna estrarli lentamente, mantenerli per qualche istante nella posizione che si stima sia quella giusta e solo così si avrà la sensazione della effettiva traiettoria rispetto al punto di mira. Le correzioni necessarie dovranno essere misurate e dolci, tenendo presente che su molti alianti i diruttori tendono a muoversi da soli e che quindi andranno mantenuti con forza nella posizione voluta.

8)- RICHIAMATA ED ATTERRAGGIO
- Nella stragrande maggioranza degli alianti, quando ruota principale e pattino di coda sono a contatto terreno, l’angolo di assetto positivo è molto piccolo e l’angolo d’incidenza che ne deriva è sicuramente inferiore a quello di portanza massima.
Contrariamente a ciò che avviene nei velivoli a motore, dove è possibile ottenere assetti molto elevati, l’aliante, normalmente, andrà “portato” a toccare terra ad una velocità superiore a quella di stallo. Ne consegue che la richiamata dovrà essere molto dolce e di piccole entità. Praticamente il Pilota dovrà arrestare la discesa facendo, un dolce raccordo tra la traiettoria di finale e quella di volo livellato (retta) che precede la toccata.
Dopo un certo tratto parallelo e vicinissimo al terreno, l’aliante toccherà terra praticamente da solo.
Il Pilota continuerà a pilotare l’aliante con movimenti dolci ma sempre più ampi finchè non si arresterà la corsa di rullaggio.

L’ATTERRAGGIO COL VENTO AL TRAVERSO
- In caso di vento al traverso bisognerà adottare una tecnica di pilotaggio adeguata e precisamente: durante il finale il Pilota imposterà una correzione di deriva contro-vento di entità tale che la traiettoria dell’aliante coincida col prolungamento dell’asse pista. Le ali dovranno essere livellate con la pallina con filo di lana al centro. Eventuali correzioni di prua dovute a maggiore o minore deriva (tenere presente che il vento cambia quasi sempre vicino a terra) andranno fatte con piccole ma corrette virate. Questa situazione andrà mantenuta fino all’incirca al punto d’inizio della richiamata. A questo punto il Pilota dovrà raddrizzare l’asse longitudinale dell’aliante e farlo coincidere con l’asse pista dando piede dalla parte opposta alla provenienza del vento. Contemporaneamente, onde evitare lo scarrocciamento del vento, dovrà inclinare leggermente l’aliante dalla parte opposta al piede, cioè controvento.
Praticamente si porrà in scivolata in asse con la pista ed effettuerà la richiamata e l’atterraggio mantenendo quella posizione fino al completo arresto. Al diminuire della velocità, a terra, i comandi andranno deflessi sempre più e da un certo punto in poi il Pilota si troverà ad avere tutto piede da un lato e tutta barra dall’altro. Bisognerà fare attenzione a non permettere che si alzi l’ala controvento per evitare di mettere a terra l’ala opposta con quasi sicura imbardata e possibili danni all’aliante. 

Regole giuridiche

Iniziare il sottovento per l’atterraggio:
in dipendenza del vento prevalente che può essere rilevato dalla manica posta al centro pista lato nord;

  • sul lato sud della pista, sopra il fiume, a c.a. 250 m., per motore e VDS motore rispettivamente, in senso destroso per la 09 ed in senso sinistrorso per la 27;
  • sul lato nord, sopra gli abitati di Quinis ed Enemonzo, a c.a. 250 m. per gli alianti rispettivamente, senso sinistrorso per la 09 ed in senso sinistrorso per la 27;
  • il pilota resta responsabile del rispetto della normativa vigente in materia d’uso del territorio e di tutela dell’ambiente;
  • l’uso dell’aviosuperficie non comporta responsabilità in capo all’Amministrazione proprietaria ed all’Associazione C.V.N.E.
  • è opportuno, per gli aeromobili, trasmettere il piano volo o darne comunicazione alle competenti autorità, quali la Direzione Aeroportuale di Ronchi dei Legionari ed alla Stazione di Polizia e dei Carabinieri di Tolmezzo;

Regolamentazione traffico - schema

Visualizzazione dettagliata nella cartina

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NUOVE METE DEL VOLO A VELA - BRANI TRATTI DAL LIBRO DI GIOACCHINO VON KALCKREUTH

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“Il rettangolo alpino di 800 x 170 km. misurato tra Ginevra, Vienna, Garmisch e Trento offre delle possibilità al volo di performance che vanno dall’ottimo al difficile.
Per avere un appoggio meteo abbastanza sicuro nel progettare voli lunghi – diciamo oltre i 5/600 Km – esso viene suddiviso dalla catena principale e da una frontiera in 4 campi di operazione.
Le zone interessate dalla “Sudluft” (aria “avvelenata” proveniente dalla Pianura Padana) sono marcate con leggeri puntini.
In questo rettangolo è stata delimitata una “zona record” (linea punteggiata) nella quale si prevede di raggiungere mete ardite.
È anche indicato il percorso triangolare FAI di 845 Km ed una ardita A-R di 1010 Km con partenza da Turnau”.

Come si può notare, Eenmonzo era già stato individuato come vertice di un ambizioso volo di performance, già da Kalckreunt, trovandosi, a detta dello stesso, nella zona “Record”.

Tratto dal libro: “Le nuove mete di volo alpino” di Gioacchino von Kalckreut.

NUOVE METE DEL VOLO A VELA 2 TRATTO DAL LIBRO: “LE NUOVE METE DI VOLO ALPINO” DI GIOACCHINO VON KALCKREUT

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“Il percorso di 755 Km e la rotta di volo di 810 Km del triangolo FAI realizzato il 13 maggio 1973 da Turnau.

Tutti i voli presentati in questo articolo sono stati effettuati su Krestel 17 m. con un carico alare di 36Kg/mq.”

Questo volo che può ritenersi senz’altro eccezionale anche oggi, conferma la “validità” volovelistica di Enemonzo che si trova all’interno del triangolo e lungo il percorso di volo 

CENNI STORICI SU ENEMONZO

Venendo da Tolmezzo, lungo una strada agevole e panoramica, si incontra Esemon di Sotto, la prima frazione del Comune di Enemonzo, posta sulla destra, alle falde di dolci colline, proseguendo si attraversa Quinis altra piccola e graziosa frazione e immediatamente, dopo un lieve dosso, ci si trova davanti alla vasta e verde piana di Enemonzo.
La prima cosa che colpisce lo sguardo è l’alta e slanciata torre campanaria (69 m.), mentre il paese, posto a mezzogiorno, si snoda lungo la statale 52 Carnica, da un lato fa una breve apertura a sud, poi si spande quasi ad arco a ridosso delle colline.
A sud, oltre la distesa verde, si innalza il massiccio Monte Lovinzola (m. 1.868) ai cui piedi scorre il fiume Tagliamento, ad ovest si stagliano le vette del monte Tinisa (2.115 m.), a nord ovest si erge il Col Gentile (m. 2076), e ad est, dove la valle del Tagliamento fa un’ansa e devia sulla destra, si profila la sagoma del Monte Amariana (m.1.905).
Da Enemonzo (m. 395 s.l.m.) si giunge alle frazioni collinari, poste a 500-550 m. di altitudine e a cinque- dieci minuti di cammino l’una dall’altra. Da qui l’orizzonte spazia sopra boschi di larici, pini, abeti e latifoglie, fino all’incantevole valle turistica di Pani (m. 1.000) ed alle cime, quasi sempre innevate del Monte Coglians (m. 2.780) per arrestarsi sui piccoli paesi posti sui dorsi e nelle valli.

Enemonzo è uno dei più vecchi insediamenti della Carnia. Le prime tracce di storia si riferiscono al ritrovamento sul colle di San Rocco, di un’ascia di pietra preistorica ed al rinvenimento di un’ascia bronzea in località Esemon e deve, forse, il suo toponimo ad un termine germanico “Aunemundus”, a dimostrazione del passaggio di popolazioni e di Etnie che ci fu nel corso dei secoli, o più probabilmente, al latino “Inter Montes”.
 

Ancora oggi sul frontespizio del Palazzo Comunale è posto uno stemma nel quale campeggia la torre di una fortezza e la scritta “Oppidum inter montes tutum” (fortezza sicura tra i monti).
Prima che i Galli varcassero le Alpi, la zona fu passaggio di mercanti etruschi che fornivano anfore di vino ai Celti e riportavano in patria metalli preziosi e merci varie.

Vi fu poi l’occupazione gallica; una testimonianza ci è data dal disseppellimento, durante uno scavo, di uno scheletro di dimensioni ragguardevoli e di un anello di rame a forma di spirale.
Nel 35, prima dell’era volgare, ci fu la completa sottomissione dei Galli da parte dei Romani, ed Enemonzo entrò nella circoscrizione “Regio X, Venetiae et Historiae”. Reperti romani furono trovati in località Quinis (proveniente forse da Tarquinius) e in località “Clap Forat”, consistenti rispettivamente in un frammento di lapide con l’iscrizione “Ossa L. Flaminii, Rufini an III” e nei resti di un pavimento a mosaico.
Con lo scorazzare delle orde barbariche, la storia del paese si copre d’ombra, ma abbiamo la testimonianza di Gallio Cassi ( da “Un pugno di eroi contro l’Impero”) il quale afferma che Enemonzo, pur “nei barbari silenzi” rimane all’avanguardia nel mondo latino. Durante il patriarcato di Aquileia fece il suo ingresso ufficiale nella storia e nel 1420 passò sotto i Dogi di Venezia. La piccola comunità subì, in seguito, un’altalena di annessioni, ai Francesi e soprattutto agli Austroungarici e partecipò alle vicende risorgimentali.

Nel 1841 Enemonzo contava 122 case e 553 abitanti, ma molti di loro perirono a seguito delle varie guerre o epidemie mentre, all’inizio del secolo si potevano contare ben 2.124 abitanti con un notevole impulso di tutte le strutture del paese con particolare riguardo alle attività commerciali e dei servizi.  

Oggi Enemonzo conta 1.400 abitanti ed è economicamente un paese attivo e dinamico. Vi sono numerose piccole imprese edili ed artigiane e l’agricoltura ha subito un notevole incremento. L’allevamento dei bovini ha dato vita ad una stalla sociale e ad una latteria che raccoglie anche il latte di altri Comuni e che vanta una produzione di burro e formaggi di notevole qualità.Lo prova il fatto che da circa quindici anni si allestisce una mostra mercato di latticini che richiama un grande afflusso di persone.È conosciuta, anche, in tutta la Carnia, la mostra micologica, che si tiene in estate e che espone numerosissime prelibate qualità di funghi, raccolti in zona.

IL COMUNE DI ENEMONZO

Il Comune, la Pro Loco ed altri Enti organizzano, soprattutto nella stagione turistica, mostre spettacoli, incontri e manifestazioni varie.
Enemonzo dispone di un moderno Centro Culturale, con una grande sala, atta anche a spettacoli teatrali e musicali con uno spazio per le varie associazioni esistenti ed una ben fornita biblioteca.
È stato ultimato il nuovo Centro studi, edificato in modo moderno e funzionale; accanto si può ammirare l’orto botanico, con diverse piante autoctone, dove scorre un piccolo ruscello.
A completamento di tutta quest’area è stata realizzata una struttura polivalente atta a ospitare varie discipline sportive.
Completata anche la ristrutturazione della Casa Ex Fachin, un richiamo al vecchio stile carnico, sita in via S.Rocco nel capoluogo, adibita ad uso sociale, attività culturali e mostre.

Il territorio comunale è dotato di negozi per tutte le necessità, una Cassa Rurale ed Artigiana, un Ufficio Postale, Farmacia e due Ambulatori.

A Colza c’è l’Albergo Ristorante “Alla Pagoda” con ampio parcheggio e campi per il gioco delle bocce, mentre ad Enemonzo e nella frazione di Maiaso i turisti vengono ospitati anche in caratteristici chalets in legno di proprietà del Comune.
Numerose sono le Chiese, Chiesette ed Ancone sparse nella località, veramente caratteristiche e di valore artistico sono la Chiesetta di San Rocco, edificata nel 1500 e quella di San Giorgio a Colza nel 1400, entrambe munite di atrio e campanile aperto.
A Enemonzo, varie possibilità di passeggiate si propongono a chi ama il verde e la tranquillità. Si può iniziare, partendo dal paese verso il colle morenico di San Rocco e si prosegue verso il nuovo campo sportivo ed il campo di tennis.
È d’obbligo una pausa al laghetto dei germani e delle trote situato nei pressi del greto del Tagliamento, nelle cui vicinanze troviamo l’aviosuperfice per “Volo a Vela” e “Volo da Diporto e Sportivo”.  

Quinis ed Esemon sono raggiungibili attraverso stradine asfaltate prive di traffico e, magari in bicicletta si può salire alle ridenti frazioni sulle colline. Per gli sportivi, una buona scarpinata può avere come meta il Monte Colza nella località di Pani.
Nelle malghe Gerona e Jelma di Sopra e Jelma di Sotto, Pieltimis, quest’ultima ristrutturata a scopo agrituristico, ci si può rifocillare con ottimo formaggio e ricotta. Tutte queste località sono, anche, raggiungibili in macchina attraverso un paesaggio naturale, vario e salubre.
Per gli amanti di escursioni più impegnative di notevole interesse l’ascesa al massiccio del Monte Lovinzola oppure alle vette del Col Gentile.